Dunque, sono iniziate le "Giornate delle Creature 2008"
Sabato 4 Ottobre al Conservatorio Bellini di Palermo.
Pubblico eterogeneo, attentissimo:
una trentina di persone che abbiamo voluto sedute in cerchio,
intorno a un pianoforte a coda.
Un signore, alla mia domanda come si sente:
“Sopraffatto dalla musica e dai versi”.
I musicisti - flautisti e pianisti – tutti bravi e soprattutto intensi;
il prof. Salvatore Luna ha saputo in pochi giorni infondere agli allievi
lo spirito giusto per affrontare l'appuntamento: creaturale.
Nei prossimi giorni pubblicheremo i loro nomi.
Pur essendo privo degli occhiali, smarriti... dentro la mia auto,
ho cercato di fare del mio meglio nel leggere
Neruda, Luzi, Zinna e Capacci.
Una ragazza del pubblico, anche lei pianista,
non coinvolta nel recital, lo è stata emotivamente,
tanto che a fine reading mi ha detto di non aver mai sentito
specie a scuola – una lettura che investisse tanto i sensi.
Ha parlato proprio dei sensi, della vitalità che la poesia può ri-suscitare.
Ecco cosa le ho scritto oggi.
Cara Luisa,
è raro avere tra il pubblico ascoltatori così attenti e aperti;
c'è una disponibilità all'ascolto che non tutti hanno
e che certo una musicista non può non avere.
Ma quanti musicisti sordi ci sono!
(Certo non la sordità sublime di Beethoven...)
Quante creature chiuse nel loro bozzolo di paure. Tutti noi!
Il mio “lavoro” poetico è semina in questo senso. Per il Senso.
E la poesia passa, non può non passare, per i sensi.
La parola Senso ha acquisito il significato di... “significato”
(scusa il bisticcio) e rischia perdere la parte sensitiva-sensuale.
La musica è dentro le parole, dirà giorno 14 il prof. Carapezza, a chiusura delle Giornate.
Per questo l'ho invitato, per ribadire questo concetto.
La musica non arriva forse “dentro” di noi?
E tu, che hai sentito più di tutti, hai capito più di tutti.
Sensi del Senso.
Questo un possibile titolo per una futura manifestazione,
magari da fare nella vs. sede.
A presto!
lunedì 6 ottobre 2008
sabato 27 settembre 2008
Associaz. Cult. onlus "I Contemplari"
GIORNATE DELLE CREATURE
IV edizione
Palermo 4-14 Ottobre
Tema generale: Il discorso naturale
(a giorni, il programma definitivo)
Tra i vari aspetti quello giuridico sarà trattato eminentemente in questo blog.
Bando per un concorso di idee sul tema:
"Verso i Tribunali Naturali"
a cura dell'Associazione "I Contemplari"
e del
Comitato contro la Dispersione dell'Infanzia.
Premessa
Leggi d'Essere è il luogo ideale per avviare una discussione sul versante della modernizzazione della società attraverso l'aggiornamento delle norme e delle istituzioni giuridiche.
Vorremmo indicare un criterio per arrivare a ciò, nella scia di grandi pensatori di molti paesi.
Il criterio è quello naturale.
Le Giornate offrono spunti di riflessione in particolare attraverso l'arte che è specchio universale della natura e delle sue leggi.
La legge delle leggi è l'amore. Amor che move il sole e l'altre stelle
Tra i moderni, Danilo Dolci ha trattato il tema in maniera specifica; v. "La struttra maieutica e l'evolverci", Ed. La Nuova Italia 1996.
L'esperienza, spesso drammatica, di molti genitori ci porta a ritenere che l'attuale ordinamento giuridico italiano sia inadeguato a rispondere ai bisogni della società innanzitutto sotto l'aspetto della tutela delle relazioni primarie, aspetto molto più ampio e complesso della c.d. tutela dei minori.
Noi proponiamo l'istituzione dei Tribunali Naturali.
Invitiamo pertanto
magistrati, giuristi, avvocati, associazioni di legali (come l'AIAF) e genitoriali, medici, filosofi, psicologi, istituti di ricerca sulla genitorialità, studiosi di scienze naturali e cittadini attivi
a voler inviare
suggerimenti per la stesura di un bando linguisticamente corretto
nella prospettiva
di un Concorso di idee che raccolga
idee innovative, impostazioni teoriche e soluzioni pratiche
nella ulteriore prospettiva di un D.D.L.
nonché a proporre
luoghi e tempi per un futuro convegno che abbia lo stesso titolo del bando:
"Verso i tribunali naturali"
e infine a idivulgare questo messaggio
ognuno al maggior numero di persone possibile.
Potremmo cominciare a pensare di dedicare la prossima edizione delle Giornate delle Creature
a tale unico obiettivo.
Dopo la chiusura delle Giornate delle Creature,
ci dedicheremo alla realizzazione di un sito ad hoc.
A presto!
Non è una semplice formula di saluto.
E' letteralmente un invito a "fare presto e bene perché* si muore" come diceva Danilo Dolci, sapendo che si muore ogni giorno per l'infifferenza e l'inazione.
Il mondo ha davanti a sè una sola via per non morire: cambiare, tornando alla natura.
venerdì 31 agosto 2007
Cambia-menti
Non sono stato in vacanza tutto questo tempo.
Solo per tre giorni sono andato via.
E' stato un mese molto duro.
Il 21 Luglio ho visto mia figlia dopo due anni.
E' stato un incontro drammatico.
Già sapevo sarebbe stato delicato;
ha peggiorato le cose la decisione dello psicologo
- non comunicatami in tempo utile -
di farci incontrare in una stanza attrezzata
come quelle della polizia, col vetro-specchio
(di là c'era la madre e la consulente di parte).
E' stato davvero molto triste.
Mi chiedo come si possa giungere
ad una trovata così squallida
in ambito relazionale.
Giacché, non lo dimentico, è sempre mia figlia.
Ecco una delle cose che dovremmo cambiare:
tutto questo ciarpame burocratico-giuridico-psicologico
intorno alle relazioni primarie.
Cominciamo a rispettare la vita, l'umano, la sua essenza relazionale.
Rispettiamo i legami.
Ma cerchiamo di capire quanto
in ognuno di noi c'è la distruzione del legame,
la difficoltà a costruirne.
Prima che il mondo
dobbiamo cambiare il nostro cielo interno.
Ma dobbiamo anche denunciare, e fermamente
gli abusi e i soprusi.
In fondo, mi sono mosso (magari a volta un pò goffamente)
per assicurare il diritto di mia figlia ad avere un padre
e per reclamare i miei diritti naturali.
Una cosa è certa.
Questo paese deve prendere presto delle decisioni importanti.
Scegliere tra il distruggere e il costruire,
tra l'odio e l'amore,
tra la cultura della morte e quella della vita.
Solo per tre giorni sono andato via.
E' stato un mese molto duro.
Il 21 Luglio ho visto mia figlia dopo due anni.
E' stato un incontro drammatico.
Già sapevo sarebbe stato delicato;
ha peggiorato le cose la decisione dello psicologo
- non comunicatami in tempo utile -
di farci incontrare in una stanza attrezzata
come quelle della polizia, col vetro-specchio
(di là c'era la madre e la consulente di parte).
E' stato davvero molto triste.
Mi chiedo come si possa giungere
ad una trovata così squallida
in ambito relazionale.
Giacché, non lo dimentico, è sempre mia figlia.
Ecco una delle cose che dovremmo cambiare:
tutto questo ciarpame burocratico-giuridico-psicologico
intorno alle relazioni primarie.
Cominciamo a rispettare la vita, l'umano, la sua essenza relazionale.
Rispettiamo i legami.
Ma cerchiamo di capire quanto
in ognuno di noi c'è la distruzione del legame,
la difficoltà a costruirne.
Prima che il mondo
dobbiamo cambiare il nostro cielo interno.
Ma dobbiamo anche denunciare, e fermamente
gli abusi e i soprusi.
In fondo, mi sono mosso (magari a volta un pò goffamente)
per assicurare il diritto di mia figlia ad avere un padre
e per reclamare i miei diritti naturali.
Una cosa è certa.
Questo paese deve prendere presto delle decisioni importanti.
Scegliere tra il distruggere e il costruire,
tra l'odio e l'amore,
tra la cultura della morte e quella della vita.
sabato 14 luglio 2007
La seguente lettera di Padre Alex Zanotelli
riguarda la Campania
ma il problema riguarda tutti noi.
A Palermo in particolare c'è molto allarme
per la decisione presa dal governatore Cuffaro
- e avallata da Prodi! (boh, non ci si capisce più nulla!) -
di costruire proprio a ridosso della città
un mega inceneritore
produttore di diossina, tra le altre sostanze nocive.
L'invito di Alex Zanotelli è dunque valido
ben al di là del contesto campano.
riguarda la Campania
ma il problema riguarda tutti noi.
A Palermo in particolare c'è molto allarme
per la decisione presa dal governatore Cuffaro
- e avallata da Prodi! (boh, non ci si capisce più nulla!) -
di costruire proprio a ridosso della città
un mega inceneritore
produttore di diossina, tra le altre sostanze nocive.
L'invito di Alex Zanotelli è dunque valido
ben al di là del contesto campano.
Ho paura
Ho paura, ho una grande paura, ho sempre più paura che il problema dei rifiuti in Campania continui ad essere affrontato sull’onda emotiva dell’emergenza, la cui risoluzione, o presunta tale, risulta sempre più influenzata da aspetti di natura economico-finanziaria. Risolvere l’emergenza sì, ma senza pregiudicare il nostro futuro e il diritto delle generazioni future, senza far credere che gli inceneritori possano rappresentare la panacea di tutti i mali. Apriamo dunque, ma subito, con le istituzioni un grande dibattito, non si tollerino più scelte che possano pregiudicare definitivamente il territorio campano, costituendo, dal punto di vista sanitario-ambientale, un punto di non ritorno.
Voglio essere più esplicito e provo a spiegarmi meglio. Se si ritiene che il problema della spazzatura in strada e delle balle disseminate sul territorio campano possa risolversi con la realizzazione degli inceneritori, magari mutuando il modello emiliano o quello di Brescia, aree che registrano il più alto tasso di malati di cancro in Europa, a pari merito soltanto con la Ruhr; allora bisogna reagire, mobilitarsi, così come fu fatto due anni fa per fronteggiare le speculazioni sull’acqua. Ma proprio memore di questa esperienza, vorrei provare ad interloquire con chi in questo momento è titolare del potere di decidere. Bisogna dire, e ad alta voce, quello che stanno dicendo da mesi in convegni, seminari, congressi in tutta Europa i più famosi chimici e medici di provata autonomia ed indipendenza dal potere politico ed economico. Evitiamo un'altra catastrofe ambientale e sanitaria come quella dell’amianto, quando già dagli anni sessanta si sapeva che conteneva sostanze cancerogene. Diciamo chiaramente che l’unica possibilità per risolvere il problema rifiuti in Campania è la differenziata, ma una vera differenziata, associata a processi biologici “a freddo” di smaltimento quali la biossidazione; una raccolta differenziata, intesa quale fonte di risparmio energetico, va anche intesa quale risorsa per l’occupazione giovanile.
Bisogna che tutta la cittadinanza sappia, ed è un suo sacrosanto diritto, che tutti gli impianti di smaltimento a caldo quali gli inceneritori e i gassificatori sono estremamente dannosi per l’ambiente e per la salute delle popolazioni esposte direttamente ma anche indirettamente tramite la catena alimentare. Da almeno un decennio, infatti, è noto che nei territori in cui sono presenti gli inceneritori il tasso di diossine e metalli pesanti nei latticini e nei grassi animali ed in molti tessuti umani, con particolare riferimento a neonati e feti, è molto più alto che in popolazioni non esposte. Ma ancora più grave è quanto la letteratura scientifica più recente ha dimostrato, ovvero che gli inceneritori sono tra i massimi produttori di nanoparticolato, sostanza che penetra direttamente nelle vie aeree inferiori e negli alveoli polmonari, passa rapidamente nel sangue, penetra all’interno delle cellule e del nucleo, danneggiando il cervello e lo stesso DNA.
Dobbiamo dunque evitare una vera catastrofe ambientale ed è per questo che io imploro le istituzioni responsabili ad organizzare un incontro aperto, durante il quale tutta la cittadinanza sia messa in condizione di sapere quali sono le conseguenze dello smaltimento dei rifiuti attraverso gli inceneritori. Possiamo ancora evitare una possibile imminente catastrofe sanitaria ed ambientale, ma il tempo è ormai agli sgoccioli; credo in uno scatto di orgoglio e di responsabilità da parte del nostro Governatore.
Padre Alex Zanotelli
la Repubblica, Edizione di Napoli
12 novembre 2006
Canto funebre
per l’ennesimo morto ammazzato
in terra di Sicilia
Cosa pensava.
Della vita.
Mi chiedo della vita, in quel momento,
cosa lo attraversava
come lo attraversava
quest’uomo sconosciuto
- l’ennesimo disceso nel vallone -
precipitato.
Me ne parla stamane
un uomo conosciuto ieri sera
e che già sento amico
per l’ennesimo morto ammazzato
in terra di Sicilia
Cosa pensava.
Della vita.
Mi chiedo della vita, in quel momento,
cosa lo attraversava
come lo attraversava
quest’uomo sconosciuto
- l’ennesimo disceso nel vallone -
precipitato.
Me ne parla stamane
un uomo conosciuto ieri sera
e che già sento amico
di Lercara
Friddi, “vicino Vicari…”. Mai stato.
“… e poi Roccapalumbo…”
(e mi ricorda Pasqua, dove corrono
per i saluti la Madonna gli angeli i santi...).
Mi aveva chiesto Scusi dov’è il Malox?
ieri sera
lungo il Cassaro, tornando io
dalla mia processione solitaria
appresso al carro-barca ancora spento
ancora disadorno del festino
(nella penombra un’illuminazione).
Poi lo ritrovo lì
in cerca di parole, in compagnia
dell’acqua minerale
e quella campanella ininterrotta
dimenticato allarme del comune
ora Seppe lo sa cosa diceva.
Nulla parla del tutto.
Friddi, “vicino Vicari…”. Mai stato.
“… e poi Roccapalumbo…”
(e mi ricorda Pasqua, dove corrono
per i saluti la Madonna gli angeli i santi...).
Mi aveva chiesto Scusi dov’è il Malox?
ieri sera
lungo il Cassaro, tornando io
dalla mia processione solitaria
appresso al carro-barca ancora spento
ancora disadorno del festino
(nella penombra un’illuminazione).
Poi lo ritrovo lì
in cerca di parole, in compagnia
dell’acqua minerale
e quella campanella ininterrotta
dimenticato allarme del comune
ora Seppe lo sa cosa diceva.
Nulla parla del tutto.
Nulla tace del tutto.
Chissà cosa pensava quel ragazzo
morto ammazzato,
quindi senza morte
senza morte, espropriato
di chi saprà mai più quale pensiero,
che punto del respiro fulminato.
“All’alba, mentre coglieva fieno…
sembra fossero incappucciati”.
Dunni nun si simina
crisci la mala erba.
Sicilia, campo
santo
Chissà cosa pensava quel ragazzo
morto ammazzato,
quindi senza morte
senza morte, espropriato
di chi saprà mai più quale pensiero,
che punto del respiro fulminato.
“All’alba, mentre coglieva fieno…
sembra fossero incappucciati”.
Dunni nun si simina
crisci la mala erba.
Sicilia, campo
santo
pieno
di luce
di grano.
Pretendono molto qui gli dèì,
dove molti son nati
ed i mortali
sprovveduti
versano offerte all’ultimo momento.
Gettano il sangue.
Dunni nun si simina
crisci la mala erba.
Sprecano il tempo
spezzano l’ostia del sole,
con la spiga in filigrana
con la luce dell’alba.
Ora c’è un'altra anima assettata.
Siate pietosi
dite una preghiera
leggete, seminate questo seme
presso il campo,
nell’ora della luce della morte.
Era soltanto un uomo, uno dei tanti.
Ognuno è uno dei tanti.
Chissà cosa pensava
della vita.
A siminari, cogghi.
E un ti scurdari,
scippa la gramigna.
Amen.
Daniele Moretto
Palermo, 12 Luglio 2007
di luce
di grano.
Pretendono molto qui gli dèì,
dove molti son nati
ed i mortali
sprovveduti
versano offerte all’ultimo momento.
Gettano il sangue.
Dunni nun si simina
crisci la mala erba.
Sprecano il tempo
spezzano l’ostia del sole,
con la spiga in filigrana
con la luce dell’alba.
Ora c’è un'altra anima assettata.
Siate pietosi
dite una preghiera
leggete, seminate questo seme
presso il campo,
nell’ora della luce della morte.
Era soltanto un uomo, uno dei tanti.
Ognuno è uno dei tanti.
Chissà cosa pensava
della vita.
A siminari, cogghi.
E un ti scurdari,
scippa la gramigna.
Amen.
Daniele Moretto
Palermo, 12 Luglio 2007
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